La protezione dei dati personali a rischio

Sembra che alcuni scienziati siano stati in grado di "hackerare" il cervello umano tramite l'utilizzo di apparecchiature che possono essere tranquillamente comprate in commercio senza spese esorbitanti.
L'esperimento e' avvenuto ponendo il soggetto di fronte alla schermo del computer e mostrandogli delle immagini di banche, persone, pin. Sono stati tracciati i segnali del cervello come reazioni alle immagini e sono stati isolati alcuni sensibili come quelli denominati P300.
Il segnale denominato P300 e' quello che si manifesta quando un soggetto sta vivendo un'emozione significativa rispetto al regolare andamento di interazione con persone o cose.
Gli scienziati sono anche riusciti a restringere ad un certo numero di immagini significative che permettano di poter scoprire quale sia la risposta corretta ad un certo numero di domande come ad esempio qual'e' il pin della tua banca.
Questa metodologia potrebbe essere applicate anche per scoprire se una persona mente o meno.
Potenzialmente questo tipo di ricerca potrebbe essere impiegata per scoprire reati ma allo stesso tempo essere utilizzata in modo fraudolento violando la protezione dei dati personali
Video sulla conferenza tenuta dalgli scienziati
Fonte: CBS Seattle
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